domenica 14 marzo 2010

Ma chi se ne frega della regina
io non riesco a stare dietro alle regine
pretendono troppo e io sono troppo orgoglioso e ancora non ho venduto il culo per quattro soldi.


domenica 7 marzo 2010

66 WEST




Odio quando sbaglio l'entrata in un'autostrada americana. Non e' la prima volta che mi capita e ieri ci sono ricaduto @#$%^&*(&^%$
Sapete cosa vuol dire sbagliare di notte un'entrata in un'autostrada americana?
Vuol dire che bisogna mettersi l'anima in pace e sperare di ritrovare un' uscita a meno di 50 miglia !@#$#@!#$%$#$%$#%
Non superate mai i limiti di velocita' con l'affanno di arrivare prima alla prossima uscita altrimenti vi piombano addosso 3 macchine della polizia (*&^%$@#$!@#$%^&*
e poi per uno come me, che fa casino tra Nord e Sud immaginate quando devo decidere tra East e West....

Un anno fa partivo per Parigi

martedì 2 marzo 2010

queste scarpe nere non mi appartengono
hanno i tacchi troppo nuovi per essere le mie

solo la prima
le altre volte sono solo prove dopo la diretta

sabato 27 febbraio 2010

Finalmente ho la patente americanaaaaaaaaaa
L'esame era facile e sia teoria che la guida si fa lo stesso giorno.
Perche' in Italia ci complichiamo sempre la vita?

venerdì 26 febbraio 2010

I'm blue
today

domenica 21 febbraio 2010

G come tetto e F come Carlo

1.
C'erano le piastrelle del placcaggio della cucina a rombi marroni e la cappa della cucina era unta, un appartamento che aveva tutta l'aria che ormai i suoi tempi migliori erano passati da un pezzo...
La finestra della cucina dava sui tetti delle casa del centro,
tutti tetti rossi e
arrivava l'odore di curry del ristorante indiano
mi ero preparato per un clima rigido e invece sono riuscito a superare bene quei giorni
nonostante il mio corpo si fosse abituato alle temperature di altri meridiani.

2.
Non riesco (ancora) ad incastrare,
non so se sono sempre stato cosi' e solo ora me ne sto rendendo conto
o se cosi' lo sono diventato dopo il 2009.
Mi sento come uno di quei gatti che ogni tanto ha bisogno di uscire la notte,
fare due passi sui tetti delle case dei vicini,
sbirciare in qualche finestra,
rubacchiare qualcosa e poi
ritornare,
senza fare rumore,
trovare il bicchiere dell'acqua pulito e una nuova pietanza sul piatto.
Non ho bisogno di tante cose e l'unica cosa che piu' mi infastidisce e pensare al collare.

3.
Ho bisogno di fare un altro viaggio, sono quasi tre mesi che sono rientrato e ho la sensazione che l'ultimo controllo passaporti e' stato un anno fa...
Uno di quei viaggi semplici, senza troppi soldi o cose da capire (ne da spiegare).
Di quei viaggi dove la meta' del tempo uno se la passa a sfogliare un giornale seduto in un caffe' o
a passeggiare in una citta' mai vista prima,
senza una meta precisa,
ad osservare le macchine e i vecchi che vanno al mercato la mattina,
guardare i tetti delle case e trovare le differenze tra
Parigi, Lisbona, New York, (Franco)(Carlo)forte.

venerdì 19 febbraio 2010

WALKING AROUND

Sucede que me canso de ser hombre.
Sucede que entro en las sastrerías y en los cines
marchito, impenetrable, como un cisne de fieltro
navegando en un agua de origen y ceniza.

El olor de las pelquerías me hace llorar a gritos.
Sólo quiero un descanso de piedras o de lana,
sólo quiero no ver establecimientos ni jardines,
ni mercaderías, ni anteojos, ni ascensores.

Sucede que me canso de mis pies y mis uñas
y mi pelo y mi sombra.
Sucede que me canso de ser hombre.

Sin embargo sería delicioso
asustar a un notario con un lirio cortado
o dar muerte a una monja con un golpe de oreja.
Sería bello
ir por las calles con un cuchillo verde
y dando gritos hasta morir de frío.

No quiero seguir siendo raíz en las tinieblas,
vacilante, extendido, tiritando de sueño,
hacia abajo, en las tripas mojadas de la tierra,
absorbiendo y pensando, comiendo cada día.

No quiero para mí tantas desgracias.
No quiero continuar de raíz y de tumba,
de subterráneo solo, de bodega con muertos
ateridos, muriéndome de pena.

Por eso el día lunes arde como el petróleo
cuando me ve llegar con mi cara de cárcel,
y aúlla en su transcurso como una rueda herida,
y da pasos de sangre caliente hacia la noche.

Y me empuja a ciertos rincones, a ciertas casas húmedas,
a hospitales donde los huesos salen por la ventana,
a ciertas zapaterías con olor a vinagre,
a calles espantosas como grietas.

Hay pájaros de color de azufre y horribles intestinos
colgando de las puertas de las casas que odio,
hay dentaduras olvidadas en una cafetera,
hay espejos
que debieran haber llorado de vergüenza y espanto,
hay paraguas en todas partes, y venenos, y ombligos.

Yo paseo con calma, con ojos, con zapatos,
con furia, con olvido,
paso, cruzo oficinas y tiendas de ortopedia,
y patios donde hay ropas colgadas de un alambre:
calzoncillos, toallas y camisas que lloran
lentas lágrimas sucias.

(Pablo Neruda)