y de alejar las golondrinas amarillas.
Qué llegue pronto marzo,
con sus nubes blancas y
sus vientos frescos
me duele solo el ruido de los sueños
y los puñales
que nunca pude enterrar.
Ed eccomi di nuovo qui, carissimi, dopo una pausa nella Grande Mela. Mi sono ubriacato di citta' dopo mesi passati in questa bellissima ma calmissima valle. Ho dimenticato per una settimana la mia dieta vegetariana fatta di prodotti sani del mercato menonita e mi sono perso tra i diversi piatti dei tanti ristoranti etnici presenti in questa metropoli: Doner kebap (carne di agnello cucina turca), fregola sarda con le arsele e Vermentino della Gallura, baklava, keema matar (carne di montone nel ristorante indiano) e poi chiaramente la pizza nel Little italy che di italiano ormai ha ben poco ed e' un ambiente molto folk.
Iniziare nuovamente un progetto non è facile ma ha sempre le sue emozioni e i sorrisi che si impastano agli scongiuri e agli sfanculi.
Un futuro sconosciuto porta paura e emozione e una grinta nuova e voglia di sfondare e dimenticare e perdoni e buona fortuna. Un nuovo inizio ci fa piu belli, più giovani ma anche più furbi e astuti e forse anche un po' più buoni... I hope!
C'è una finestra italiana in questo angolo del pianeta. I miei geranei sono esplosi e con il caldo di questi giorni so che ormai l'estate sta iniziando. Ho una voglia di partire e mi vengono in mente diverse immagini: